TOTALE VISITE SUL SITO:
Annunci GratuitiForum Gratisphp nuke GratisBlog GratuitoAlbum Gratuito

   
  CASE A SALVADOR BAHIA
  LA MUSICA
 






Bahia è soprattutto musica. La città è la vera capitale brasiliana della musica, non solo perché a Bahia nacque il samba ma anche perché la tradizione e la modernità della musica brasiliana hanno qui il loro principale punto di riferimento sia per la mole della sua produzione che per la creazione di ritmi e fusioni musicali dall’origine più disparata. A Bahia si sono fuse le armonie musicali dell’Africa con i ritmi più propriamente brasiliani, qui è nato il cuore del tropicalismo, il “reggae” ha assunto delle connotazioni sue proprie dando poi origine al samba-reggae. A Salvador è nata la musica “Axé”, fino ad arrivare alla musica più popolare come il “Pagode” che spesso dà, soprattutto all’estero, un’immagine della musica baiana molto banale se non addirittura oscena.
Gli esponenti principali della musica baiana contemporanea, a partire dagli Anni Sessanta, sono stati senza dubbio Caetano Veloso, Gilberto Gil, Gal Costa e la sorella di Veloso, María Bethânia. Insieme registrarono un mitico disco nel 1976 “Doces Bárbaros” (dolci barbari) che fu anche usato come loro appellativo.
Non si deve però dimenticare il primo disco “Tropicalia” del 1968 (con Caetano Veloso, Gilberto Gil, Gal Costa, os Mutantes, Nara Leão e Tom Zé), le numerose incisioni di Veloso con Gil, con Gal Costa e i dischi di Maria Bethânia che canta le canzoni del fratello Caetano, né il disco del 25° anniversario di “Tropicalia” inciso nel 1993 da Caetano Veloso e Gilberto Gil.
Parallelamente in Salvador si sono sviluppati molti gruppi afro-baiani. Tra di loro i più significativi sono oggi quelli di Olodum, Ara Ketu, Timbalada, Ilé Ayé Malê de Balé.
Gli “Olodum” nascono nel cuore di Salvador, nel Pelourinho e, soprattutto agli inizi, la loro musica di ispirazione afro è stata una musica di protesta e di rivendicazione razziale. Successivamente le loro composizioni diventano più commerciali, si mescola il samba con il reggae e si dà vita al samba-reggae. Il nome “Olodum” è la contrazione di “Olodurum”, la principale divinità della religione Ioruba. È questo senza dubbio uno dei gruppi più interessanti e spettacolari di Bahia e i suoi saggi (“ensaios”) sono sempre molto affollati, trasformandosi in un vero e proprio “business” con negozi che vendono i prodotti della griffe “Olodum”: cappelli, camicie, marsupi, bigiotteria e ovviamente dischi.
Il gruppo di “Ara Ketu”, contrariamente a “Olodum”, nasce nella estrema periferia di Salvador, nel quartiere di Periperí: la loro musica risente molto dei ritmi africani come si comprende dal loro nome. Infatti “Ketu” è il nome di una regione dell’Africa il cui re, nella religione degli Orixás, è Oxóssi, re di Ketu. Ora la loro musica si è molto modernizzata e adattata alle esigenze commerciali e il gruppo si è trasferito nel quartiere di Barra.
“Ilé Ayé” è il gruppo afro per eccellenza che ha nel corso degli anni snaturato di meno le sue caratteristiche di “band” afro-baiana, praticamente riservata ai soli negri, tant’è vero che con loro possono sfilare nel Carnevale solo persone di colore.
 “Timbalada” fu fondato da quel grande personaggio della musica baiana che è Carlinhos Brown ed è un gruppo estremamente interessante dal punto di vista ritmico e musicale: la parola “timbalada” deriva dal brasiliano “Timbau/tamburo” e si potrebbe tradurre col napoletano “tammuriata”. Sicuramente è uno dei gruppi più spettacolari del Carnevale. La sua sede è nel quartiere di Candeal, chiamato comunemente “ghetto”. Carlinhos Brown, essendo recentemente uscito dalla Timbalada ne ha già profetizzato la fine, ma da lui ci si può aspettare di tutto, anche lo strip-tease nel Carnevale del 1998.
Per completare il quadro dei principali gruppi afro ricordiamo il “Malê de Balé”, anch’esso nato nella periferia di Salvador ed esattamente ad Itapoã, vicino alla laguna di Abaeté, luogo molto venerato dalla religione Ioruba. Poco distante dalla loro sede c’è un “Terreiro” consacrato ad Oxum, divinità delle acque ferme.
La inesauribile fantasia baiana ha anche creato un filone di musica chiamata “Axè” (energia) i cui principali esponenti sono la cantante Daniela Mercury di origine ligure (il cognome è Mercuri), Margareth Menezes, Marcia Freire e i famosissimi gruppi baiani di “Banda Eva”, “Banda Cheiro de Amor” e “Chiclete Com Banana” che, con una musica carica appunto di energia (axé), sono tra i principali animatori di quel meraviglioso spettacolo che è il Carnevale.
Ascoltando una radio privata vi potreste spaventare sentendo una musica tipicamente country: state tranquilli non sono boys americani, bensì brasiliani che hanno dato vita ad un filone musicale molto romantico e sdolcinato e i cui principali esponenti sono Leandro e Leonardo, Chitaozinho e Xororó, Zezé de Camargo e Luciano. Questo genere musicale nasce nell’interno dove, nelle grandi “fazendas”, vivono e lavorano i cow-boys brasiliani ed è per questo che si chiama musica “sertaneja”.
 Molto ascoltato e ballato, soprattutto nel mese di giugno, durante le feste “giunine” è il “forró”, ritmo molto popolare originario del Pernambuco, che risente molto di influenze europee e dove le note sono soprattutto scandite dalla fisarmonica.
Per concludere un accenno ai gruppi che danno vita per tutto l’anno alle notti baiane: i gruppi di “pagode”, una musica nata soprattutto per le baiane più formose, che hanno così l’opportunità di mostrare le proprie sinuosità e di lasciare a bocca aperta chi le guarda danzare. Il più conosciuto, nel mondo, è il gruppo “O Tchan”, ma non si devono dimenticare la “Companhia do pagode”, “Terra Samba”, “Gang do samba”, “So de Onda” e “Cafuné”.
Ricordiamo infine il reggae-baiano vero e proprio con i suoi protagonisti: Edson Gomes e la nuova stella Sine Calmon con Morrão Fumegantes.
Negli ultimi anni molti gruppi hanno arricchito la musica baiana, basti dire di Babado Novo, di Asa de Aguia o dei cantanti come Luis Caldas, Netinho, Jammil, per non parlare della bellissima e bravissima Ivete Sangallo.





Uno degli apporti più significativi degli africani alla cultura afro-baiana è senza dubbio la “Capoeira”, un danza-lotta proveniente dall’Africa, che fu praticata per secoli dagli schiavi in segreto. Il padrone bianco la vietava perché vi vedeva una potenziale arma di difesa-attacco dello schiavo e nel contempo la temeva perché la violenza della lotta avrebbe potuto rovinargli quella che considerava semplicemente una merce: lo schiavo negro.
Finalmente, negli anni Trenta, la “Capoeira” uscì dalla clandestinità e, grazie al lavoro del grande maestro Mestre Pastinha, conquistò notorietà anche tra i bianchi diffondendosi notevolmente. La “Capoeira”, da molti considerata una specie di nuova arte marziale, consiste nello scambio di colpi tra due lottatori che in realtà non si toccano mai, al suono di strumenti musicali di cui il più importante è il “Berimbau”, un arco su cui è inserita una zucca, che produce un suono molto caratteristico. Esistono due stili di danza-lotta, la “Capoeira d’Angola” e la “Regionale”. La differenza consiste nell’altezza cui vengono portati i colpi. Vi sono numerosi gruppi che praticano questo sport e spesso si esibiscono per strada: li troverete sempre al “Mercado Modelo” o al “Pelourinho”. Dare un’offerta in queste occasioni non fa male.
Nell’ambiente suggestivo del Forte de Santo Antonio Alem do Carmo (Carmo), una vecchia prigione, ora centro culturale popolare, l’Accademia di “Angola da Bahia del Mestre Moraes” (tel. 2353601) offre la possibilità di assistere a lezioni di “Capoeira”, come pure la palestra del “Mestre Bimba” in Rua Francisco Muniz Barreto (Pelourinho), tel. 2438005.






TORNA AD INIZIO PAGINA 
 
  Oggi ci sono stati già 2 visitatori (26 hits)  
 
=> Vuoi anche tu una pagina web gratis? Clicca qui! <=